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LE NOVITA' IN SALA
 
 GIOVEDI' 27 GIUGNO
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  17:00 
BUTTERFLY di : , italiano ore  19:00 
#FarneseLive incontro con gli autori 
Vincitore del Globo d'Oro 2019

Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  21:00 
 


VENERDI' 28 GIUGNO
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  17:00 
Giornate degli autori : Valerio Mieli
DIECI INVERNI
ore 19:00
a seguire incontro con il regista moderato dal critico cinematografico Carlo Cerofolini (Taxi Drivers)  
RICORDI? ore  21:00 

Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  22:50 
SABATO 29 GIUGNO
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  17:00 
BLUE MY MIND di Lruhlmann italiano ore  19:00 
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  21:00 
 DOMENICA 30 GIUGNO
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  17:00 
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  19:00 
Dicktatorship di L.Ragazzi e G.Hofer italiano ore  21:00 
#farneselive
LUNEDI' 01 LUGLIO
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  17:00 
Carmen y Lola di A.Echevarria v.o.sott.ita ore  19:00 
Dicktatorship di L.Ragazzi e G.Hofer italiano ore  21:00 
#farneselive


I N   P R O G R A M M A Z I O N E 

 
Carmen y Lola
di Arantxa Echevarrìa 
Spagna, carmen y lola
105' 
Drammatico

 
27 Giugno  ore 17.00 - 21.00
28 Giugno  ore 17.00 - 22.40
29 Giugno  ore 17.00 - 21.00
30 Giugno  ore 17.00 - 19.00
01  Luglio  ore 17.00 - 19.00
 

S I N O S S I

Il film di Arantxa Echevarría, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs, trasuda freschezza, autenticità e difende uno degli ultimi diritti da conquistare: l’amore passionale tra donnne gitane.
L’esperienza della regista nel cinema del reale si percepisce chiaramente in Carmen y Lola, una storia da lei scritta che in alcuni momenti sembra un documentario, tale è l’autenticità che sprigiona nel plasmare il mondo gitano e i suoi costumi, incontri e credenze. Per far ciò, introducendo il pubblico in un ambiente sconosciuto, lo sguardo – sempre rispettoso – di Arantxa vaga per mercatini, case e quartieri della periferia di Madrid, con l’urgenza e la vitalità della camera a spalla, facendo un ritratto veritiero e senza cadere nel costumbrismo o nella cartolina folcloristica, così allettante in un soggetto come quello che tratta.
Rivendicazione di un cinema sociale – che rimanda a Carlos Saura e al suo In fretta, in fretta – che in Spagna si fa sempre meno e con sempre minor onestà, Echevarría rompe uno degli ultimi tabù rimasti in questo paese affrontando il tema del lesbismo nella comunità gitana, una cultura – con una fede religiosa di ferro – che non accetta, in nessun caso, l’omosessualità, e tanto meno nelle donne (considerata come una malattia o qualcosa di simile a una possessione demoniaca), perché secondo i loro costumi la donna deve sposarsi giovane, avere figli e servire l’uomo fino alla morte. Il machismo elevato alla sua massima espressione.
Così, la regista, avvalendosi di un cast di attori non professionisti e poco esperti – dove si distinguono, nei ruoli dei genitori di una delle ragazze, Moreno Borja e Rafaela León, ma soprattutto la giovanissima Zaira Romero, 16 anni, nel ruolo di Lola, la prima di loro a fare un passo avanti verso un cambiamento radicale nella propria vita – concentra con questo suo primo film l’attenzione mediatica su un problema nascosto che occorre portare alla luce, per garantire che queste donne possano vivere pienamente la loro vita amorosa e riuscire, finalmente, a essere felici senza nascondersi o fuggire.
Echevarría mette molta comprensione, sensibilità e coraggio in un film fresco, vibrante, libero, eccitante e, nonostante gli aspetti terribili che racconta, speranzoso, necessario e bello: tanto quanto le due ragazze protagoniste che sprigionano la purezza, l’ingenuità e l’intensità del primo amore, indipendentemente dalla loro scelta sessuale.

GUARDA IL TRAILER

E V E N T I   S P E C I A L I 

 
Blue My Mind
di Lisa Brühlmann
Svizzera, 97  Drammatico

 
REPLICA
sabato 29 giugno ore 19.00


EVENTO SPECIALE IN COLLABORAZIONE
CON L'ISTITUTO SVIZZERO DI ROMA

martedì 02 luglio ore 21.00

#FarneseLive
incontro dibattito con Carlo Cerofolini (critico cinematografico TAXI DRIVERS)
 

S I N O S S I

Guillermo del Toro con il suo La forma dell'acqua ha raccontato una fiaba di amore e integrazione, dove l'infatuazione per il diverso diventava lotta per farlo sopravvivere, per farlo "accettare", per salvarlo. Ali Abbasi in Border - Creature di confine lo usava per insistere sulla preziosità dell'essere differenti dagli altri, su come il valore anomalo in una società non siano mai le caratteristiche fisiche - per quanto inquietanti - quanto il rispetto delle regole di convivenza, su come il senso di comunità possa e debba esserci anche tra creature profondamente diverse. 

Arriviamo quindi a 
Blue My Mind, che narra l'iniziazione sessuale di un'adolescente e insieme il suo percorso di esplorazione. Approda in una scuola, conosce nuove persone, fa le sue prime esperienze. Un'avventura di ricerca costante di identità, ma anche di tentativo di comprensione del proprio corpo che reagisce in maniera insolita al menarca, che le impone stimoli nuovi e la espone a sensazioni mai provate prima. La deriva fantasy sul mondo acquatico impreziosisce tutto questo, riportandoci agli antipodi di film come Una sirena a Manhattan: qui il desiderio del ritorno all'universo marino è tutto inconscio e interiore, quasi un ritorno all'amnios materno, alla voglia di rispondere al quesito esistenziale di cui l'adolescenza si fa portavoce: "Chi sono veramente e da dove vengo". 

GUARDA IL TRAILER

 
DICKTATORSHIP
di Luca Ragazzi e Gustav Hofer
ITALIA, 90 Documentario

 
PROSSIMAMENTE IN REPLICA

Domenica 30 giugno ore 21.00
Lune
dì 01 luglio ore 21.00
#FarneseLive
incontro dibattito con Luca Ragazzi e Gustav Hofer

S I N O S S I

Gustav e Luca vivono insieme da molto tempo, ma un giorno, a colazione, una battuta di Luca instilla in Gustav il timore che il compagno sia (insospettabilmente) maschilista. I due iniziano allora, tra il serio e il faceto, un cammino di analisi sociale - attraverso interviste a psicologi, sociologi, politici, scrittori e persone comuni - diretto a farci capire quanto la società italiana induca i singoli maschi, ancorché (apparentemente) di ampie vedute, a essere inconsapevolmente discriminatori nei confronti delle donne.
Dicktatorship, puntando ironicamente il dito contro la misoginia imperante, finisce per svelare gli atteggiamenti violentemente omofobi di una società grottesca quanto una commedia all'italiana degli anni '60.

GUARDA IL TRAILER

PROSSIMAMENTE
IN REPLICA 
C O M I N G    S O O N 

prossimamente al cinema 
DUE AMICI un film di Louis Garrel 
 

Nella cinquina degli Oscar® 2019  
Miglior Documentario
Migliore Canzone Originale 
14 MILIONI DI DOLLARI AL BOX OFFICE USA 


La straordinaria storia di Ruth Bader Ginsburg,
giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, pioniera per i diritti delle donne

“Alla corte di Ruth - RBG”, diretto dalle registe Betsy West e Julie Cohen, nominato agli Oscar® 2019 come miglior documentario arriva nelle sale da 11 luglio distribuito da Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema
Il documentario narra la straordinaria storia di una delle icone più autentiche del nostro tempo, Ruth Bader Ginsburg, pioniera che ha sempre lottato per la parità dei sessi e i diritti delle donne.
Il film, attraverso le cause affrontate e vinte che hanno fatto scuola nell'ambito della parità dei diritti e delle discriminazione di genere, esplora le tappe che l'hanno portata a essere la seconda donna - nominata da Bill Clinton nel 1993 - tra i nove componenti della Corte Suprema degli Stati Uniti.
Ribattezzata dai millennial con l’appellativo di “Notorious RBG” (parafrasando il nome d'arte del celebre rapper Notorious B.I.G.), oggi, a 85 anni, Ruth Bader Ginsburg è una vera e propria icona pop e simbolo di emancipazione civile anche tra le generazioni più giovani.

All’età di 85 anni, Ruth Bader Ginsburg, seconda donna a essere stata nominata tra i nove componenti della Corte Suprema degli Stati Uniti, è diventata un’icona inaspettata della cultura pop grazie alla sua dedizione all’attività giudiziaria e legale. Nonostante ciò, il suo percorso e il suo impegno sono rimasti, finora, in gran parte sconosciuti anche ad alcuni dei suoi più grandi fan.

Il documentario Alla corte di Ruth - RBG esplora la vita e la carriera di Bader Ginsburg e le sue lotte per i diritti delle donne che l’hanno portata ad affermarsi come esempio di emancipazione civile.

"Vitale. Un documentario da pugno chiuso, da applausi" Indiewire

"Commovente" Los Angeles Times

"Esaltante" The New York Times

"Necessario" The Film Stage

"Ardente e inaspettatamente romantico" TimeOut

Abbiamo preso a cuore l’approccio della Giudice Ruth Bader Ginsburg al sessismo e alle avversità - spiegano le registe West e Cohen - Quando dopo essersi laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti non riuscì a trovare un lavoro, ricordò il consiglio di sua madre: “la rabbia è una perdita di tempo”. Alla fine è stata in grado di usare le sue formidabili abilità legali per lottare per la giustizia e per le donne, una lotta che ha continuato per cinquant’anni. L’impegno incessante di RGB è a favore non solo dell’uguaglianza di genere ma anche delle istituzioni democratiche che proteggono i diritti di tutti i cittadini. Non c’è da stupirsi che sia un’icona del nuovo millennio.
 
Dalla vita di Ruth Bader Ginsburg è stato tratto il film Una giusta causa

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