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Le newsletter dei mesi passati sono tutte qui: se ti sei perso un sacco di animalini fantastici è il posto in cui ritrovarli. [view this email in your browser]
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La newsletter di Settembre

ma scritta a luglio.

sirena foca
Ho scritto questa letterina un mese fa, prima di partire per fare le cose che facciamo praticamente ogni estate, che quest'anno non erano in nessun modo scontate: passare qualche giorno in un paesino poco popolato, andare al mare in posti in cui il distanziamento sociale ce l'hanno inscritto nel dna da dieci generazioni, passare del tempo con persone che vedo comunque troppo poco. 
Poi non l'ho mandata perché sono una cialtrona, ma visto che sono la stessa persona di prima di partire e quello che ho da dire è sempre quello, può tranquillamente diventare la newsletter del ritorno. Non so a voi, ma quest'anno a me non mi serviva un'estate di sorpresa, scoperta travolgente e novità: per quello abbiamo avuto un inverno e una primavera con una curva di apprendimento ripidissima. E anche l'autunno in cui ci stiamo addentrando non somiglia a nessuna delle stagioni che l'hanno preceduto: nessuna lista dei buoni propositi è praticabile o auspicabile, perché chiede di dare per scontate l'esistenza di troppe cose. Quando l'incertezza è così tanta, le solite cose sono un prospettiva fantastica.
Che questa newsletterina spettinata possa essere tra gli esempi di Nicole Zavagnin nel suo manuale Zandegù sul progettare e scrivere newsletter che funzionano è una cosa bellissima, ma allo stesso tempo del tutto inspiegabile, considerato che ho appena confessato di avere saltato due mesi con brio e naturalezza (grazie Nicole, molti cuori).
Tra le cose che ho fatto in questi due mesi in cui ho glissato fischiettando c'è un bel po' di graphic recording (vi serve un graphic recorder con l'animo della secchionazza per cui nessun argomento è troppo ostico o arido per essere studiato con entusiasmo e riassunto visivamente con gusto e soddisfazione? Al vostro servizio) e se non vi sentite ancora pronti a rinunciare a quel generalizzato sentimento estivo che porta a indossare abiti troppo leggeri e svegliarsi la mattina dopo con un raspolino in gola (mai come quest'anno foriero di angoscia e paranoia) ci sono le interviste su Hoppipolla a Claudia Alexandino aka Shut Up Claudia e Francesco Del Re,e l'ultimo pezzo che ho scritto per Print su mappe bellissime e dove trovarle.
 
print 83 mappe

Leggere con le figure

A luglio questo sarebbe stato il temibile LISTONE DELLE VACANZE, invece col fatto che sono sempre in ritardo su tutto è il ben più agevole listone di cose da leggere quando vi pare e se vi pare. Molto meglio. Questa lista nasce due anni fa quando un'amica (ehi ciao amica!) mi disse che non leggeva fumettiste non sapendo da dove partire, generando di conseguenza una mail con una lista di titoli basati sui miei gusti personali mista di classici e nuove uscite, italiane e straniere, andando a memoria e senza nessun ordine particolare. Poco prima di partire, Jennifer Guerra - che peraltro ha scritto un libro molto interessante che si intitola Il corpo Elettrico - mi ha evocato nelle stories di instagram per rispondere a una richiesta di consigli di autrici di fumetti, per cui ho ripreso la mail e l'ho ampliata con un po' di cose che ho letto nel frattempo e mi sono piaciute. Poi ho pensato che potesse tornare comoda anche a voi e l'ho ristretta. Trentuno titoli, come i giorni di Agosto, visto che avrebbero dovuto essere libri da portare sotto l'ombrellone (qualunque sia la vostra versione dell'ombrellone). Variare il proprio menù di lettori ha senso per le stesse ragioni per cui variare il proprio menù di persone golose: a mangiare sempre la stessa roba viene lo scorbuto come ai marinai nell'Ottocento. Oltre al fatto che se va bene scopri qualcosa che non sapevi che ti piacesse e il mondo si arricchisce di una nuova possibile fonte di soddisfazione, e se va male hai guadagnato un aneddoto. Vale per i libri e per il cibo.

Anya e il suo fantasma, Vera Brosgol
Artemisia, Nathalie Ferlut e Tamia Baudoin
California Dreamin’, Pénélope Bagieu
Dancing at the pity party, Tyler Feder
E la chiamano estate, Jillian e Mariko Tamaki
Fish, Bianca Bagnarelli
Fun Home. Una tragicommedia familiare, Alison Bechdel 
Il principe e la sarta, Jen Wang
Incendi Estivi, Giulia Sagramola
Jane, la volpe e io, Isabelle Arsenault e Fanny Britt
Il piano orientale, Zeina Abirached
La fabbrica dei corpi, éloïse Chochois
La Giusta Mezura, Flavia Biondi
La mia cosa preferita sono i mostri, Emil Ferris
La proprietà, Rutu Modan
La tettonica delle placche, Margaux Motin
Le malerbe, Keum Suk Gendry-Kim
Marie Curie, Alice Milani
Nimona, Noelle Stevenson
Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano, Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
On a Sunbeam, Tilly Walden
Papaya Salad, Elisa Macellari
Ramo, Silvia Vanni
Sandro, Alice Socal
Strange, Yuruco Tsuyuki
The Hard Tomorrow, Eleanor Davis
The witch boy, Molly Ostertag
Ti chiamo domani, Rita Petruccioli
Vagabondaggi, Zao Dao
Woman World, Aminder Dhaliwal

Animali peculiari

La tartaruga guscio molle di Cantorfrog-faced softshell turtle è un animale con cui in questo momento sento una grande affinità spirituale. Sarà la faccia da rana, il fatto che si sia evoluta nello sviluppare un guscio in realtà morbidissimo, o il fatto che passa il 95% della sua giornata immobile e sepolta completamente nella sabbia ad eccezione degli occhi e della bocca. Sorella.

this american life

Leggere con le orecchie

This American Life sta al canone dei podcast come Manzoni sta alla letteratura italiana. C'è questa puntata di metà luglio che partendo dall'esperienza del lockdown parla di solitudine scelta, subita o ricercata, e di come stare da soli senza solitudine. Credo che sia una delle cose più emotivamente e intellettualmente azzeccate su questo momento storico che ho sentito quest'anno.

Quanti sacrifici per farmi studiare, signora mia!

Qualche giorno fa è morto (decisamente troppo presto) David Graeber, antropologo e attivista. Bullshit jobs: a theory è l'ultimo libro che ha pubblicato nel 2018, è uscito anche in italiano per Garzanti. Parla dei danni esistenziali e sociali dei meaningless jobs e se trovate una descrizione più azzeccata della nostra nostra epoca mi mangio il cappello come Rockerduck: "He contends that over half of societal work is pointless, which becomes psychologically destructive when paired with a work ethic that associates work with self-worth."

Quindi questa vale come newsletter di luglio o di settembre? Ne scriverò un'altra questo mese? Chi può dirlo: dipende se ho qualcosa da dire. Altrimenti ci vediamo a ottobre.


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Tostoini · - · Milano, Milano 20121 · Italy

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