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Siracusa News n. 53 - Estate 2022


Grazie Nina…

Sappiamo bene che le cose belle prima o poi finiscono. Nina dopo aver dedicato quasi 4 anni alla missione di Siracusa (lei è precisina, 3 anni e 8 mesi, ma è davvero una tappa di vita importante!) è tornata in Brasile, per intraprendere …nuove avventure.
Sicuramente si porterà nel cuore i molti impegni di quest’anno intenso, dalla conclusione dello sportello del Comune dei Popoli, al doposcuola, a tutte le attività del CIAO che l’hanno sempre vista come appassionata protagonista. Abbiamo appena finito anche il campo estivo, affollato di bambini come non mai, nonostante il caldo implacabile. E Nina era sempre in mezzo, pronta, attiva, dinamica…
Il Grazie che sgorga naturale raccoglie tutto questo. 
E visto che siamo in tema di partenze, approfittiamo anche noi di questa pausa estiva (anche il Ciao chiude per agosto) così da riprendere un po’ le forze e prepararci al nuovo inizio.

Progetto alloggi: toc toc, chi c’è?
Una bella soddisfazione l‘abbiamo vissuta un po’ tutti per aver accompagnato Pascal, Amidu e Saliou alla conquista della maturità per geometri. Nina per la matematica, Kike per l’Economia, Giorgio per le materie letterarie; in pratica dalla primavera abbiamo intensificato gli incontri di studio nei fine settimana perché lo spauracchio della maturità quest’anno non era certo una cosa da prendere alla leggera. Due scritti (e uno di italiano!) e la prova orale. Qualcuno di noi era più preoccupato dei ragazzi e si disperava cercando di districare le produzioni scritte che venivano proposte. Ebbene, dopo tanto studio e tante ansie, i nostri tre moschettieri hanno conseguito tutti la maturità con un punteggio più che dignitoso; incredibilmente gli alunni “italiani” della classe hanno risicato un punteggio ben più modesto e tutti inferiori ai nostri 3 studenti. L’unico 100? Una brava ragazza marocchina motivata e ben preparata. E pensare che qualcuno accampa ancora pretesti per lo ius scholae che ci sembra veramente un’idea da non sottovalutare.
Ma oltre allo studio abbiamo anche un bell’andirivieni di persone. Nel mese di luglio sono usciti dal progetto Saliou (se pensate che aveva iniziato quando ancora c’era Onorino!) ed Amidu, pronti ormai a spiccare il salto dell’autonomia. E se un posto si libera state pur tranquilli che nel giro di pochi giorni Kike ha già subito proposte per il rimpiazzo, che logicamente vengono ponderate insieme perché non siamo un’agenzia di superaffitti! Adesso poi, con la stagione turistica ripartita alla grande qui a Siracusa, il lavoro occasionale non manca: bar, pizzerie, camerieri… la richiesta è forte; occorre allora fare veramente attenzione perché queste occasioni non si trasformino in forme velate di sfruttamento; anche per questo occorre vigilare e consigliare con cura.

 


L’avventura del campo estivo 2022

Ed è finito anche quest’anno il nostro campo estivo. Molte le novità rispetto alle scorse edizioni, sicuramente la più evidente è stata il cambio della location. Quest’anno abbiamo chiesto, ed ottenuto dal Comune e dall’Associazione sportiva Siracusana, di poter usare gli spazi dello Stadio, una grande porzione di cortili aiuole e luoghi adatti che vedevamo spesso un po’ abbandonati e poco sfruttati. Sapendo che i nostri utenti sono quasi tutti del quartiere di S. Lucia ci  è sembrata una buona opportunità valorizzare questa struttura, solitamente poco conosciuta.
Certo non avevamo tutta l’ombra del santuario, ma utilizzando con furbizia gli spazi ombreggiati e le aiuole alberate non è stato poi così difficile. Il caldo c’era eccome, tanto che dopo il primo giorno abbiamo subito spostato l’orario (che si è mantenuto dalle 9 alle 12), ma questa torrida estate non fa sconti per nessuno, quindi ci siamo adattati. Gli spazi erano ampi, numerosi i cortili (e anche le sbucciature di ginocchia, ma anche questo fa parte del gioco!) e persino i giochi d’acqua hanno avuto un’adeguata cornice.
La cosa entusiasmante è stata quando poi abbiamo utilizzato lo splendido manto erboso in sintetico, per fare dei giochi, delle gimkane, delle attività (e ovviamente qualche partitella a calcio per i più scatenati!); vedere i bambini in mezzo a tutto quel verde era davvero uno spettacolo.
Un’altra attività è stata quella di intercalare al centro di ogni settimana un’uscita in luoghi speciali. Siamo così andati  a visitare l’Angolo del Papiro (l’unico luogo dove ancora si produce la carta con questa antichissima pianta!), poi i verdi giardini dell’Academy, quindi il parco Neapolis, con una visita guidata al teatro greco e agli altri monumenti, con tanto di vestizione di un nostro ragazzo nelle vesti di un antico gladiatore; alla fine speravamo di poter replicare un bel giro in barca, ma … i numeri dei partecipanti erano così lievitati che non ci è stato possibile e abbiamo optato per una bela passeggiata nel cuore di Ortigia, tra spiaggette, fonti, castelli e templi millenari. Anche questo è un modo per valorizzare le bellezze di una città davvero ricca di suggestioni.
Tutto questo naturalmente non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di tanti volontari: diciamolo, a giugno avevamo qualche timore: ce la faremo? Saremo abbastanza? Ci fermiamo a 20 bambini?
Poi le cose sono andate in un crescendo sempre più positivo. Ci hanno dato una mano gli scout, alunni delle superiori, 2 seminaristi di Roma, una stagista di Chicago, altri amici… insomma, veramente un bel supporto.
La conclusione è stata poi condivisa con tutte le famiglie degli oltre 30 partecipanti al campo.
L’avevamo progettata quasi come una mostra e una festa, per far vedere tutti i lavoretti realizzati dai bambini e ragazzi nelle 4 settimane, all’insegna della sostenibilità e del riciclo: cartellette, vasi, disegni, cornici, portacose… colori e materiali di riciclo, arte semplice alla portata di tutti, un modo bello per riempire le mattinate di cose utili.
re tutti e soprattutto per dare un grande saluto corale a Nina, che entro pochi giorni avrebbe ripreso la strada per il suo Brasile, dopo quasi 4 anni vissuti qui a Siracusa… (siamo persino riusciti a farla cantare e dire due parole) siamo finalmente passati alla condivisione della cena. Al nostro invito di preparare e portare “qualcosa di tipico” hanno risposto davvero in tanti, sono arrivate mamme con vassoi, cestini, bicchieri, prodotti tipici… una meraviglia per gli occhi e per il palato!E dopo le storie di Rossana (di Città Educativa), gli origami con le mamme, un piccolo cerchio per ringrazia
Così, con tanta allegria e persino in modo tranquillo tutti hanno potuto assaggiare un po’ di tutto: il tè fumante del deserto marocchino, i dolci al miele, le schiacciatine piccanti, le impanate alle verdure… anche la famosa torta di Nina (una leccornia che si chiama megabaluba o qualcosa del genere) e la pizza del Ciao sono andate a ruba, tra un sorriso, una chiacchiera, un saluto, un arrivederci e un …chissà! E’ stato proprio bello concludere con questo momento insieme, di amicizia e di serena condivisione. Un regalo per tutti.
 

Il Polo sociale continua il suo impegno

Dicevamo in apertura che Nina ha concluso con il mese di marzo il suo impegno presso il Comune dei Popoli; gran parte del suo tempo è stato dedicato allo sportello del CDP nel cuore di Ortigia, un luogo forse un po’ difficile da raggiungere per molte persone, ma comunque un crocevia di impegni e di servizi. Questo progetto non era ancora finito che i vari partner che lo componevano hanno avuto l’opportunità di prolungarne in qualche modo il senso e la durata, mediante un altro bando della Regione Sicilia, che porta avanti praticamente le stesse finalità. Così il progetto del CDP è praticamente confluito nella nuova attività, che ha solamente aggiornato il nome, prendendo quello di Polo Sociale Supreme-CDP. Grazie a questo nuovo bando sono continuate diverse attività. Per quanto riguarda noi della Fondazione Siamo Mediterraneo, partner di questo progetto, ci siamo mossi soprattutto lungo queste 3 direttrici:
  • Sportello di aiuto scuola, per le iscrizioni e inserimenti scolastici: abbiamo fornito aiuto per le iscrizioni scolastiche “normali”, ma soprattutto per quelle di bambini giunti da poco in Italia e non ancora forniti di tutti i documenti di rito, abbiamo agevolato l’iscrizione di rifugiati ucraini e di altri paesi (dal Bangladesh all’Afghanistan, per passare al più vicino Marocco). Spesso per le famiglie è difficile capire come procedere e i moduli, la trafila, sono a volte un ostacolo che fa perdere tempo prezioso. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di supportare alcuni di questi alunni che ancora non conoscevano l’italiano, grazie all’aiuto fornito da alcuni mediatori linguistici che si recavano in classe per favorire la comunicazione dell’alunno ai vari livelli, con i compagni, le insegnanti, tra la famiglia e la scuola.
  • Abbiamo potuto poi attivare un servizio di babysitting per consentire ad alcune mamme straniere di poter seguire in modo più proficuo i corsi di italiano presenti sul territorio (in particolare del CPIA, altro partner del progetto), le nostre 2 babysitter (entrambe di origine straniera, un altro gesto concreto per aiutare chi è alla ricerca di un primo lavoro) si sono alternate nei pomeriggi di lezione per tenere alcuni bambini e favorire così lo studio tranquillo di alcune mamme
  • E come sempre è stato importante fornire un supporto di mediazione linguistica per le tante situazioni in cui dobbiamo aiutare le persone per ottenere i documenti, rinnovarli, svolgere alcune pratiche o comprendere i problemi che sorgono.
Questo progetto si concluderà ad ottobre, ma sappiamo bene che l’esperienza maturata in questo ambito sarà preziosa per continuare ad essere un punto di riferimento e di aiuto per le persone migranti di Siracusa.

Un focus-group su Siracusa città accogliente...

Ma Siracusa è davvero una città interculturale?
Come è cambiata Siracusa in questi anni di più intenso fenomeno migratorio? Quali sono i miglioramenti e le difficoltà incontrate? Come possiamo immaginare il futuro? Qual è la Siracusa che vorremmo? Vogliamo parlarne?
La risposta a queste (tante) domande non si può certo racchiudere in poche righe, ma stimolare un dibattito in questo senso è certamente positivo. Avevamo ricevuto a giugno una proposta da una ricercatrice universitaria per svolgere un piccolo dibattito su questi temi e abbiamo aderito con piacere.
Per invitare le persone a questo incontro avevamo anche raccolto un po’ i dati attuali della presenza di stranieri nel nostro territorio, visto che troppe volte ci si affida più alle opinioni che alle certezze numeriche e i dati precisi sono necessari per capire meglio la situazione.
Così si è svolto nel pomeriggio di giovedì 21 luglio il focus-group guidato dalla ricercatrice Silvia Carbone, dell’Università di Messina. L’orario pomeridiano, il caldo e il clima ormai estivo non erano certo uno stimolo alla partecipazione, ma il piccolo gruppo di persone che si sono ritrovate al Ciao era sicuramente significativo. Una piccola famiglia nigeriana ormai da tempo in città insieme alla loro tutor sociale, 2 giovani migranti del Bangladesh, diversi operatori del Ciao, la nostra coppia di legali, Domenico e Caterina, qualcuno del quartiere che aveva scovato la proposta su internet… Insomma, il numero adatto per uno scambio di gruppo intenso e approfondito.
Silvia era già stata al Ciao qualche settimana fa, per conoscere meglio la nostra realtà, e ne era rimasta molto colpita, per il suo carattere originale ed “insolito”. Ci ha riferito che è difficile trovare qualcosa di analogo nelle altre città siciliane nelle quali aveva già svolto altre interviste e ricerche. Aveva visitato anche gli appartamenti dove si trovano i giovani del progetto per l’autonomia, apprezzando non solo la finalità, ma la modalità di contatto quasi giornaliero che si cerca di realizzare in questo ambito.
La discussione è stata così un cordiale scambio di idee, opinioni, esperienze e percezioni spesso “a pelle”. La domanda retorica su Siracusa come città interculturale ha funzionato per stimolare il dibattito. Ci si è subito resi conto che il percorso è ancora lungo, che le difficoltà non sono ancora superate, che i pregiudizi nei confronti dei migranti sono molto diffusi e soprattutto basati su una profonda ignoranza dei veri dati del fenomeno. E’ bastato toccare il dolente tasto dei “rifugiati ucraini” per notare come le differenze di trattamento siano spesso sintomo di altri malesseri, altre paure e difficoltà varie.
Ci ha fatto bene ascoltare la viva voce dei ragazzi migranti, che da anni si devono scontrare con le difficoltà burocratiche, le modifiche legislative, i cambi di paradigma (alcune leggi avranno conseguenze ancora a lungo, segnando nel profondo la vita di molti ragazzi che cercano sinceramente un inserimento pieno nel tessuto italiano). La loro stanchezza, la trafila infinita che spesso devono mettere in conto, sono davvero estenuanti.
Piccole voci e semplici parole, che però ci fa piacere siano state dette e sottolineate proprio al Ciao.

 

Il grande saluto a Nina, dopo 4 anni di Siracusa! 

Sintetizzare in poche righe sarebbe un’impresa, ma elencare tutto quello che Nina ha vissuto e testimoniato in questi anni qui a Siracusa, sarebbe altrettanto difficile. Proviamo almeno, con alcune pennellate, a ricordare qualche momento e qualche dettaglio che hanno reso unica la sua permanenza nella comunità. Perché oltre a ripeterglielo in molte salse e in molte lingue, è bello dare sostanza al GRAZIE!

Allora partiamo dagli inizi, cioè dalla Comunità, subito dopo la formazione per l’esperienza di Lavalla200>, a luglio del 2018, le viene comunicato il suo inserimento a Siracusa, proprio insieme a Rosa, un sodalizio che si rivelerà davvero felice. Arriva in Sicilia il 25 novembre; sono i giorni speciali degli ultimi lavori al Ciao, si stanno completando i preparativi per la nuova sede. E lei inizia subito con i corsi di italiano, per essere immediatamente di aiuto … La comunità vive l’entusiasmo degli inizi, è numerosa e cosmopolita: 6 persone che rendono l’ambiente frizzante e ricco di esperienze davvero interculturali: Onorino, Gabriel, Mario, Ricky e una consistente “quota rosa”: Rosa e Nina. Molto è ancora da definire e si avverte l’entusiasmo di essere … “so missionary” 😊 e poter costruire in modo speciale il futuro.
Nina si immerge a capofitto nelle lezioni di italiano e dopo poche settimane, a gennaio, riceve una spinta non da poco con il riconoscimento della cittadinanza italiana (basta il cognome a confermare certe origini!). Sono le fasi iniziali del Ciao, le prime attività da organizzare, il doposcuola, i volontari… a maggio ci sarà la mostra che richiede un po’ tutte le forze attive; ormai la lingua è ben padroneggiata (ed è solo l’inizio: nel suo ultimo anno si è tolta anche lo sfizio di conseguire il livello C1!).
Ma non basta: con linguaggio da startup si direbbe che lo ha fatto “per essere più competitiva” ma la scelta di fare il corso dei volontari presso la Croce Rossa e rendersi disponibile per diversi interventi di aiuto, in particolare durante gli sbarchi dei migranti, ha una sua logica ben evidente. Lo sbarco è uno dei primi momenti critici di contatto con le persone, un pizzico di umanità può fare la differenza, e la divisa rossa è ben diversa da quella scura e spesso autoritaria di polizia e carabinieri! 
Un capitolo ben evidente è stata la sua partecipazione, in questi anni, ai tornei di volley, prima l’Holimpia e poi l’Eurialo. Il volley è proprio nelle sue corde e non per niente le è stato subito assegnato il ruolo di capitana. Siccome per il covid non potevamo nemmeno andare ad assistere agli incontri (ci siamo riusciti una sola volta… e l’abbiamo fatta perdere!) facevamo il tifo a distanza. Che bello quindi vedere che proprio grazie a lei la squadra ha vinto il campionato e dal prossimo anno passerà finalmente nella serie C, già a livello professionistico. E come dimenticare che Nina era l’unica della comunità che poteva permettersi 2 estati all’anno, visto che solitamente riusciva a prendersi un momento di vacanza nel suo paese quando qui in Sicilia eravamo in pieno inverno… Che dire poi della sua cucina: noi aspettavamo con ansia il venerdì, per assaggiare il suo famoso pollo al curry, nel quale nascondeva mega-pezzettini di zenzero, chi ne trovava di più doveva poi lavare i piatti… Poi l’immancabile mate, o le tisane, o la birra (!), insomma, sui gusti non si discute, anche se qualcuno di noi inorridiva per certi abbinamenti culinari davvero audaci, tipo mortadella e nutella (forse per la rima?).
L’impegno con il Comune dei Popoli: qui dobbiamo anche ricordare la non comune professionalità di Nina, impegnata “quasi” in un lavoro a tutti gli effetti (se non di più), lavoro molto coerente con le nostre finalità, ma pur sempre impegnativo. La sua partecipazione è stata intensa, lunga e non sempre facile (perché i progetti sulla carta sono sempre affascinanti, ma spesso nella concretezza rivelano dei limiti), perché avrebbe voluto superare quegli ostacoli contingenti che rendono lente e complesse le cose che vorremmo realizzare subito: aiutare le persone straniere ad accedere ai servizi del territorio, mettersi a loro disposizione per spiegare come fare, accompagnare persone e famiglie in varie situazioni complicate (ne ha dovuta seguire una via telefono fino ai confini con la Francia, in quel di Imperia!); collaborare anche con la gestione del campo di Cassibile, dando una risposta e un contributo concreti al problema del caporalato. Nina ha fatto tutto questo dal febbraio del 2021 fino a marzo del 2022; ed essendo tra l’altro in stretto contatto con i vari partner e amici del progetto (Arci, CPIA, Accoglierete, Oxfam, Impact-Hub) era il tramite speciale per le tante attività che si svolgevano sul territorio, un servizio informativo davvero prezioso (ha cominciato a cancellarsi dalle varie chat di servizio qualche settimana fa e… ogni tanto ne scopre ancora qualcuna…!).
Nina e il doposcuola: chissà cosa diranno adesso i bambini e soprattutto le bambine quando a settembre torneranno nei pomeriggi al centro. “Dov’è Nina? Con chi faccio i compiti? Chi avvisa casa?”. Ci sarà da ridere per rimpiazzarla! Si tratta sicuramente dell’attività più gettonata e forse più visibile del Ciao, visto che ogni giorno raccoglie decine e decine di bambini. E Nina da sempre ha tenuto i contatti con i volontari e organizzato a puntino la suddivisione degli incarichi, perché nessuno restasse da solo e perché a ciascuno fosse dato quell’aiuto necessario. Quando le cose funzionano sembra che sia tutto automatico, ma faremo tesoro di questa sua dedizione e flessibilità. Certo, non basterà mettersi un bel cappellino da unicorno per conquistare tutti, ma ci proveremo.
Eh sì perché di unicorni veramente ne abbiamo fatto una scorpacciata; dalla camera di Nina (che è il luogo di passaggio preferito di tutti noi della comunità per andare in veranda (e non so se tutte le donne sarebbero così tolleranti di veder transitare maschi trasandati e in ciabatte quasi ogni giorno per il suo “piccolo regno”), praticamente invasa da questa presenza esotica, alle varie ricorrenze, i compleanni che grondavano di poster e palloncini, le felpe con unicorni scattanti, i gadget più inverosimili (come si fa a NON usare una tazza versione unicorno per la colazione del mattino… o le ciabatte di felpa con unicorno in peluche…). Per non parlare poi della sua passione per i libri, da leggere, consumare, conoscere, prendere, prestare, regalare, rileggere… davvero incredibile la quantità di pagine lette, nonostante i mille impegni, forse proprio perché leggendo si entra meglio nella cultura e nell’anima delle persone. E’ un segno concreto della sua passione per le donne e per gli uomini con cui si vive insieme ogni giorno. 
E sul versante marista… senza fare tanto chiasso ha continuato a dare una mano consistente, anche se da remoto, agli incontri per i laici maristi della sua Provincia, così come ha sempre fatto e sicuramente continuerà a fare. Cosa fai oggi? “Ho un collegamento per il gruppo, abbiamo una riunione, sono impegnata per il corso dei laici della mia Provincia…” spesso si ritagliava questi impegni negli orari più improbabili, poco prima del doposcuola o anche dopo la cena. Seguire i gruppi dei laici, dare una testimonianza concreta e mettere a frutto la sua esperienza; è una ricchezza bella da condividere.
Nell’ultimo periodo, ovviamente, un pezzo di Nina era già in trasferta e si stava preparando; a giugno si è ritagliata un momento prezioso e solitario, per fare il Cammino di Santiago, si sono intensificati gli incontri con le tante persone care che hanno segnato questa esperienza, le visite, i momenti insieme.
E’ quando parte la nave che si vede tutta la gente sul molo… Abbiamo dovuto convincere proprio una sua amica per farla “capitare casualmente” sabato scorso ad un momento di festa e di ringraziamento. E ci siamo “quasi” riusciti. Dopo il cerchio finale del campo estivo, in cui lei che si definisce timida si è lanciata, ha cantato e persino parlato per salutare i bambini e le famiglie, avevamo architettato il saluto finale in una bella cornice, la sede di Academy. Una festa semplice, fatta di parole, abbracci, torta speciale e scambi e sguardi. Poi l’immancabile video per suggellare questo momento, con foto che andavano a scavare nei momenti più belli di questa esperienza, pezzi di video, testimonianze, ricordi.
Ci piacerebbe fare come per Rosa, darle cioè del tempo e poi chiederle di regalarci il succo della sua esperienza qui a Siracusa (magari per il prossimo numero!) 

Ricky nelle poche ed incisive parole che ha usato per salutare Nina ha messo in evidenza la sua coerenza, il suo amore per la natura, per le cose semplici e la sua forza. L’elenco non è esaustivo. E noi auguriamo a Nina di continuare a crescere in tutte queste dimensioni che ha saputo regalarci negli anni della sua permanenza in mezzo a noi… GRAZIE 


E quindi la Comunità…? Giochiamo a tris?


Abbiamo seguito con un po’ di trepidazione l’avvio del nuovo corso di formazione Lavalla200> partecipando insieme alla comunità di Moinesti ad un primo momento di scambio con le nuove “reclute” riunite nella casa di Manziana, perché sotto sotto si agitava l’anima del calcio-mercato e noi cercavamo di indovinare chi, tra i diversi partecipanti del corso, sarebbe potuto diventare il futuro nuovo membro della nostra Comunità, visto che Nina è ormai rientrata nel suo Brasile e avvertiamo la necessità di “completare” il gruppo, almeno con una presenza femminile. Avevamo persino fatto dei pensierini su qualcuno, ma poi a fine luglio la comunicazione ufficiale ci ha un po’ delusi, visto che per Siracusa non era previsto ufficialmente nessun cambio. Conosciamo bene le tante difficoltà legate soprattutto ai laici che giungono qui da paesi non europei e che vengono equiparati tout-court a … poco più che migranti. Ma staremo a vedere se qualche sorpresa potrà ancora giungere. Al momento si rimane in 3, Ricky Giorgio e Kike. Nel periodo di agosto qualcuno si fermerà ancora qui, per difendere il fortino (qualcuno, più spudorato, ha detto: “Quest’anno le vacanze me le passo a Siracusa… vuoi mettere?”) mentre le attività verranno quasi tutte sospese ma rimarrà ancora in attivo il nostro avvocato, Domenico, che è intenzionato a seguire con più attenzione le tante persone che ancora si rivolgono a noi.
In agosto avremo qualche gradito ospite (come fr. Roberto, il nuovo direttore di Giugliano), ma con settembre saremo nuovamente pronti per riprendere le attività. Qualche sorpresa nell’aria? Vi faremo sapere.

Dopo il riposo estivo si continua, quindi… 

Noi continuiamo a dirvelo, che senza l’aiuto di chi ci sostiene diventa davvero difficile continuare nelle nostre attività. E’ vero, siamo ormai entrati nell’ottica dei progetti e dei bandi, per poter utilizzare risorse pubbliche destinate al sociale, ma il sogno di poter rendere autosufficiente la nostra opera è ancora una bella utopia. E allora, come sempre, vi chiediamo una mano per aiutarci… ad aiutare. Fino a settembre siamo ancora in tempo per il 5x1000 (con il nostro codice fiscale: 93086490898), ma è sempre possibile fare direttamente un’offerta, anche dal sito della Fondazione.

A tutti un saluto caloroso: Ricky, Nina (in modo speciale), Giorgio e Kike


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