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Cari genitori,
in questi giorni stiamo tutti seguendo con apprensione i tragici avvenimenti che stanno investendo il popolo ucraino, l’Europa e il mondo intero. Dopo la pandemia, nuovamente la storia irrompe nel nostro quotidiano, portando nuove paure, incertezze e domande.
 
Nelle scorse settimane in tutte le classi abbiamo affrontato con i vostri figli quanto sta accadendo, cercando di introdurci insieme a loro nella complessità di questi fatti epocali e di fornire i minimi strumenti per comprenderne le linee essenziali: abbiamo riscontrato in loro un grandissimo interesse e un forte coinvolgimento, espresso nelle numerosissime domande che ogni giorno continuano a rivolgerci. Ieri mattina, seguendo il suggerimento di papa Francesco, abbiamo scelto di iniziare la giornata e il cammino della Quaresima insieme a tutti gli alunni con un momento di preghiera: per affidare coloro che in questo momento più soffrono le conseguenze della guerra; per chiedere il dono della pace; e per consegnare a chi ci è Padre tutta la paura e l’insicurezza che stiamo vivendo.
 
La nostra scuola si trova molto coinvolta da questa vicenda, poiché alcuni tra noi insegnanti in questi anni hanno stretto importanti legami con il mondo russo e con quello ucraino: stiamo seguendo quindi con particolare trepidazione le sorti dei nostri amici, sia quelli che a Mosca o Vladimir vivono tutto il disagio e la confusione di quanto sta avvenendo, sia i nostri amici di Kiev o Kharkiv, attualmente in fuga dal Paese o rimasti in quelle città ad affrontare l’invasione.
 
Come tante volte abbiamo sperimentato in questi anni di pandemia di fronte alla fatica, al dolore, alla paura, alla potente fragilità che continua ad emergere in noi e nei nostri ragazzi e ragazze, anche di fronte allo scoppiare di una nuova guerra in Europa sentiamo emergere una domanda radicale: adulto, dove è la tua speranza? Cosa ci consente di reggere all’urto della storia? Possiamo ancora testimoniare ai nostri figli che anche in un mondo così ferito vale comunque la pena vivere, lottare, crescere? Come educatori impegnati nell’introdurre i nostri alunni al fascino e alla complessità del reale, è da questa domanda che ci sentiamo interpellati ogni mattina, attraverso lo sguardo dei vostri figli. Una domanda che ci chiede, nuovamente, di riscoprire l’essenziale: qualcosa che ci permetta di camminare fiduciosi in un presente così drammatico.
E come comunità educante, in questo momento sentiamo ancor più decisivo il rapporto con voi genitori: per poterci sostenere a vicenda, e poter insieme testimoniare ai nostri giovani ciò per cui vale la pena vivere.
 
Rispetto all’emergenza umanitaria che coinvolge il popolo ucraino, sappiamo che sono numerose le forme per esercitare gesti di solidarietà: ci permettiamo di segnalare una possibile modalità di sostegno tramite l’organizzazione onlus AVSI, che collabora da tempo con enti no profit ucraini e ha in questi giorni lanciato una campagna dedicata (maggiori informazioni al seguente link).
 
Ringraziandovi della vostra compagnia, certi di un Bene presente anche in questo frangente della storia, rivolgiamo a tutti voi un caro saluto.

Il coordinatore didattico e i docenti
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